Punta Giordani 4046m – Gruppo del Monterosa 27-28 luglio 2008
Anche quest’anno, noi accompagnatori di A.G., abbiamo voluto ripetere la bella esperienza del 2007, portare alcuni dei nostri ragazzi a pestare i ghiacci dei 4000.
Dopo un’affannosa ricerca di un rifugio libero sul Monterosa, la
scelta obbligata è caduta sul Guglielmina al col d’Olen (2880m), meta la punta Giordani.
In sette ci sediamo all’interno dell’ovovia che da Staffal porta al Gabiet nella valle di Gressoney, Enrico e Matteo (i giovani), Francesca (AAAG) veterana dei 4000 e Maurizio (AAAG) “veterano”, alla sua prima volta a queste quote, Paolo e Paolo (AAG), Piermassimo.
Giungiamo al rifugio nel momento in cui il tempo cambia repentinamente e le nuvole ci avvolgono oscurando tutto. Piove…,forte…,grandina…,nevica…Ci sediamo a tavola e la tristezza presto svanisce grazie all’ottimo menù e ad un buon Barbera barricato di 13,5°.

Sveglia alle 4,30.
Colazione a lume di candela, a ovest la luna illumina i ghiacciai.
Ci mettiamo in marcia, la camminata è regolare, rapidamente superiamo le corde fisse dello Stolemberg. Fa caldo!
Albeggia sulla punta Indren e sui resti della stazione sciistica.
Calziamo i ramponi e ci leghiamo.
Si risale il ghiacciaio d’Indren sovrastato a sx dalla Piramide Vincent e a dx dalla nostra meta, la punta Giordani.
La nevicata della notte ha coperto il ghiaccio con un strato di neve fresca che facilita la progressione.
Ma è un illusione !!
Più si sale e più si affonda, sotto i ramponi si forma un pesante zoccolo di neve che rallenta il passo.
Anche quest’anno, noi accompagnatori di A.G., abbiamo voluto ripetere la bella esperienza del 2007, portare alcuni dei nostri ragazzi a pestare i ghiacci dei 4000.
Dopo un’affannosa ricerca di un rifugio libero sul Monterosa, la
scelta obbligata è caduta sul Guglielmina al col d’Olen (2880m), meta la punta Giordani.
In sette ci sediamo all’interno dell’ovovia che da Staffal porta al Gabiet nella valle di Gressoney, Enrico e Matteo (i giovani), Francesca (AAAG) veterana dei 4000 e Maurizio (AAAG) “veterano”, alla sua prima volta a queste quote, Paolo e Paolo (AAG), Piermassimo.
Giungiamo al rifugio nel momento in cui il tempo cambia repentinamente e le nuvole ci avvolgono oscurando tutto. Piove…,forte…,grandina…,nevica…Ci sediamo a tavola e la tristezza presto svanisce grazie all’ottimo menù e ad un buon Barbera barricato di 13,5°.

Sveglia alle 4,30.
Colazione a lume di candela, a ovest la luna illumina i ghiacciai.
Ci mettiamo in marcia, la camminata è regolare, rapidamente superiamo le corde fisse dello Stolemberg. Fa caldo!
Albeggia sulla punta Indren e sui resti della stazione sciistica.
Calziamo i ramponi e ci leghiamo.
Si risale il ghiacciaio d’Indren sovrastato a sx dalla Piramide Vincent e a dx dalla nostra meta, la punta Giordani.
La nevicata della notte ha coperto il ghiaccio con un strato di neve fresca che facilita la progressione.
Ma è un illusione !!
Più si sale e più si affonda, sotto i ramponi si forma un pesante zoccolo di neve che rallenta il passo.

Anche il tempo cambia, l’alta umidità dell’aria si trasforma velocemente in nuvolaglia. Continuiamo a salire cercando di non perdere di vista la cresta sommitale che scompare tra le nebbie.
Il passo è pesante e siamo lenti (sarà il Barbera?), non si distinguono più cielo e neve, come sospesi nel nulla. Nevischia…
Ci troviamo a 3940m, la nostra ascesa, dopo un breve consulto, termina qui.
Il tempo sembra peggiorare e la discesa su neve molle potrebbe essere difficoltosa.
Un’ultima foto! Giriamo le cordate, si torna a casa.
L’alta montagna è così, imprevedibile, e i nostri ragazzi ora l’hanno conosciuta.
Paolo
