domenica 14 giugno 2009

Cervinia - Staffal


Trofeo Mezzalana equivalente di gara sci-alpinistica unica attraverso i colossi del gruppo del Monte Rosa, quest’anno sono presenti due atleti a noi più vicini: Giorgio e Rosanna, sì esatto proprio loro che hanno fatto un viaggio di nozze tranquillo su un 8000!!!
L’idea nasce quasi spontanea: perché non andarli a sostenere moralmente lungo i 45 km della gara, approfittandone per fare anche una bella gita in quota? Gli aderenti sono “solo” sei ma agguerriti anche se non tutti, fra questi il sottoscritto, proprio in condizioni di forma splendente.
Siamo alla settimana della partenza, il ginocchio di Stefy ci dà qualche pensiero perché ancora le fa male, le previsioni meteo, come al solito siamo fortunati, non sono proprio bellissime, così doveroso collegamento con Ales: che si fa, andiamo?, ma sì dai proviamo, anche perché abbiamo prenotato il rifugio…. Siamo sempre di “molte” parole potrete pensare, ma alle volte tanti discorsi non servono, soprattutto quando ci si capisce al volo…
Il gruppo si è formato Aldo, Stefy, Vale, Ales, Nini ed io, sei scatenati che, anche se un po’ dubbiosi sul meteo, decidono di partire per questa passeggiata con gli sci: partenza da Cervinia ed arrivo a Staffal con pernottamento al Quintino Sella dopo aver attraversato tutta le cresta del Castore e superato il Naso del Lyskamm.
Finalmente dopo qualche settimana di attesa arriva il weekend della gita, la sera si prepara il materiale e si ripassa qualche nodo, io devo assolutamente mettermi a studiarli e a farli almeno tutte le settimane perché non li ricordo, per fortuna Stefy ha la pazienza di farmeli ripetere.
L’appuntamento è alle 6.15 da Stefy poi via con tre macchine verso la Valle d’Aosta, piccola sosta a Pont per lasciarne una per il ritorno e nuovamente in viaggio con meta Cervinia, la giornata è fantastica il cielo è di un azzurro meraviglioso che contrasta con il bianco candido della neve che, anche in settimana, è caduta.



Arrivati al Plateau Rosà, ovviamente con gli impianti, ci prepariamo per iniziare la nostra piccola avventura, il Cervino è lì magnifico e imbiancato come un pandoro senza una nuvola…. Mi devo correggere tempo un minuto una bella nuvoletta gli copre metà parete, così è ancora più affascinante.



Siamo partiti da qualche minuto Aldo, Ales, Vale, Marco e Stefy, io arranco fin dall’inizio ho le pelli che non scorrono così anche lungo i tratti in discesa devo spingere come se fossi in salita, qualcuno mi chiede se ho i chiodi sotto agli sci….che fatica!!!!!!!!!!!!!!
Passo dopo passo arriviamo al colle del Breithorn, qui i vari gitanti si dividono: ci sono gli atleti che provano i materiali, quelli che, come tante formiche, si dirigono verso la cima del Breithorn e quelli, come noi che proseguono in direzione del Castore, comunque siamo tutti piccoli al cospetto di queste magnifiche cime.


Dopo qualche foto si prosegue passiamo sotto i tre Breithorn e il Polluce, che mi fa tornare indietro

di qualche mese quando Stefy è salita fino lassù, complimenti!!!!



questo tratto in falso piano è quasi interminabile, sono veramente stanco e arrivo alla base del Castore distrutto, tanto che Aldo mi dice di dargli la corda, lui ha un “motore” veramente fantastico.


Un attimo di sosta e via si calzano i ramponi ci aspetta una salita esaltante che sembra non terminare mai, la traccia è perfetta si sale un po’ verso destra e poi via dritti verso la cresta.
Come sempre le ripartenze sono difficili cerco di fare quaranta passi e poi una piccola sosta per riprendere fiato, vorrei tenere questo ritmo ma diventa sempre più faticoso così aumento la frequenza delle soste, ma così non va assolutamente bene, cambio tipo di passo e via riesco ad ingranare a meraviglia, sembra che le gambe si siano riprese, davanti a me Nini e Stefy faticano un po’ come tutti, ma come sempre Stefy con grande forza di volontà stringe i denti e sale tranquilla, il Nini ha qualche difficoltà perché non riesce a prendere il ritmo, ma anche lui non molla assolutamente e passo dopo passo sbuchiamo tutti in cresta, è stato il tratto più lungo e forse più pendente che abbia mai fatto sulla neve, veramente fantastico mi ha dato delle emozioni grandi.



Siamo tutti su questo nido d’aquila, la cresta di fronte a noi è abbastanza affilata ma ben tracciata, bisogna dire che hanno preparato un campo di gara perfetto con grandissimo impegno. Ci leghiamo in cordate da tre e si parte, un piccolo grande sforzo e arriviamo sulla cima del Castore: un balcone sul gruppo del Rosa meraviglioso, è stato il mio primo 4000m e sono felice di esserci tornato, questa volta facendo un’attraversata integrale della sua cresta, infatti non è finita qui adesso occorre proseguire per arrivare fino al rifugio Quintino Sella, ormai le gambe sono molto affaticate ma tutti andiamo avanti con passo deciso stringendo i denti nei tratti in salita e cercando di recuperare in quelli in piano, il cuore è gonfio di emozioni, essere lassù in mezzo a tutta la neve circondati da un teatro di cime grandiose insieme ad amici e fidanzata…. Cosa si può chiedere di più?




Seguendo i paletti della via di fuga della gara scendiamo verso il rifugio, la visibilità non è molta: nuvole basse sulla neve candida fanno vedere ben poco, poi all’improvviso ecco la sagoma scura del rifugio ormai siamo arrivati ma, sorpresa, non sento più vibrare gli sci sulla neve e la mia velocità è aumentata…. è una valanga, cerco di avvisare Stefy e Vale ed intanto curvo verso destra per cercare di uscire dal fronte, ma è inutile allora curvo verso sinistra in direzione del rifugio, al massimo, penso, mi fermo lì contro, non faccio a tempo a finire la curva che mi trovo sdraiato sulla schiena senza uno sci, per fortuna era solo un piccolo fronte di neve che non mi ha fatto nulla ma la sensazione è stata veramente brutta di totale perdita di controllo.
Dopo questa piccola esperienza, siamo tutti dentro al rifugio per il classico “rito” dell’assegnazione dei posti per dormire, sappiamo che siamo nel ricovero invernale e ci viene assegnata una stanza da 12 posti, per fortuna sei rimangono vuoti così possiamo sparpagliare tutto il nostro materiale, ci cambiamo e riposiamo un po’ prima di andare a cenare, io ho le gambe distrutte e penso che il giorno dopo non riuscirò a proseguire l’attraversata in programma, cambierò immediatamente idea appena il gestore conferma che la via di discesa passa dalla cresta, Stefy è molto stanca, per fortuna non le fa troppo male il ginocchio, ma anche lei ha qualche dubbio sulla continuazione, il Nini è abbastanza cotto, Vale, Ales e Aldo sono stanchi ma non distrutti come me.
La serata passa tranquilla come sempre ai rifugi, l’unico problema è che ha iniziato a nevicare…. speriamo bene, per la domenica danno una piccola finestra di bel tempo per poter proseguire.
Si va a dormire, per quello che si può dormire a 3600m con il cuore che batte come un pazzo, le gambe si sono riprese e sono pronto per proseguire il nostro giro, ma la sorpresa della mattina è una tormenta di neve che ha fatto cadere più di 50 cm di neve fresca, ovviamente la gara non parte, siamo tutti bloccati al rifugio e non si sa se si potrà scendere a valle oppure occorrerà aspettare il giorno dopo.
Siamo tranquilli al tavolo a leggere il nuovo numero di Alp con un orecchio sempre teso alle parole delle guide e del gestore che aggiornano sulle condizioni meteo e della discesa, il tempo trascorre anche distratti dal siparietto di un componente della giunta di non ricordo dove, che da buon politico ha necessità di un elicottero o forse sarebbe meglio una navicella spaziale che lo porti a valle, il giorno prima ha fatto una bella pelle di leone scendendo dal Castore e così ha una spalla che all’inizio sembrava impossibile da muovere, ma quando ha saputo che gli elicotteri non si sarebbero mossi, non ci voleva molto a capirlo anche da soli, improvvisamente non faceva così male….
Partono alcuna guide per vedere le condizioni della cresta e del pendio sottostante, le condizioni non sono proprio meravigliose ma viene dato il via libera a chi vuole scendere, praticamente tutti e ovviamente mischiati alle guide, esercito, carabinieri e tutti quelli presenti per la gara, insomma siamo un serpentone di circa 150 persone che si muove lungo la cresta.
Noi siamo tutti insieme nello stesso gruppo guidato da una guida alpina e con in più un ragazzo non molto esperto nel muoversi sia a piedi sia con gli sci, insomma fra un capitombolo ed un altro arriviamo tutti al Bettaforca, da lì proseguiamo lungo le piste fino ad arrivare a Staffal.
Continua a nevicare anche in basso ma la temperatura è molto più alta e si fa sentire l’umidità, nell’attesa della corriera che ci porterà fino a Pont facciamo un piccolo spuntino, l’attesa è noiosa ma finalmente si parte e dopo un buona mezz’ora di curve, anche di più, arriviamo alla macchina, Stefy e Vale ci aspettano a Pont mentre noi andiamo a Cervinia a prendere le altre macchine qui, con grande sorpresa la neve non si è attaccata per niente, scongiurando tutti i nostri intenti bellicosi di spalatori di neve, poi via di corsa verso le nostre grandissime fanciulle che ci stanno aspettando al freddo. L’avventura Monte Rosa è finita ma è stata bellissima, come al solito tutti ci siamo aiutati lungo il percorso e siamo sempre rimasti compatti anche nei momenti di massima fatica. Mi viene solo una parola per tutti: GRANDI!!!!!!!!!!!!
Un particolare grazie ad Ales che come al solito ci immortala durante tutte le nostre “passeggiate”.