lunedì 2 maggio 2011

LA SETTE GIORNI DEL MONVISO

Alcuni soci del Club Alpino Germanico, desiderosi di trascorrere una vacanza invernale nelle valli occitane, furono da me invitati a scegliere la selvaggia Valle del Lenta che regalò loro giornate magiche.

Dopo un intero giorno di viaggio giunsero qui, ad Oncino, nella frazione Serre ed ebbe inizio la loro splendida settimana sugli sci.

Un vento gelido si sollevò all'improvviso nel cielo blu scuro dei 3000, e polvere di neve coprì i nostri scivolati passi....La cima del Viso Mozzo era là, su sbrendoli sfumati da mobili baffi polverosi, come bianca sabbia transumante sulle dune.

Nel versante ovest del “Mozzo” la neve fluttuava e Barma, il cane, la “ signorina del Monviso” come venne definita da Gunther, Andreas, Stephan ed Helmut con Martin, si affrettò frenetica a scavare mulinando con le zampe anteriori una grande nicchia e si sistemò dentro lasciandosi coprire dalla polvere di neve che il vento trasportava: questo avvenne l'ultimo dei sette giorni e Gunther disse: “ Non abbiamo sognato ma vissuto i nostri sogni”.

Le sette magnifiche luminose perle infilate ad una ad una come in una collana ed indossate con gioia e determinazione: la Rocca di Nonna e la Testa di Cervetto, le Rocce Sbiasere, il Pian Paladino, la Rasciassa , la Cima di Crosa e la Garitta Nuova come sfere di cristallo opalescenti e mobili nella magia di leggere soffici nevi incantate.

Gli sci copiavano sfiorando le dune, le gobbe, le vallette e i dossi e con ali di farfalla volavano su ripidi pendii ricoperti da sottili lastre di cristallo come specchi di sole scintillanti; con rumore di ghiaccio infranto volteggiavano qua e là verso laggiù nella verde Valle del Lenta.

Genco d'l Ghi

11 marzo 2011

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