lunedì 1 dicembre 2008

30 novembre - Pitre de l'Aigle 2539 m

Sabato sera tutti a casa di Ales per un caffè e per decidere dove andare a fare una bella gita, viste le ultime nevicate (Genova – Volvera 5 ore…. Si ringraziano coloro che dovevano pulire i 5 km di autostrada nell’intorno di Alessandria che hanno lasciato un bellissimo strato di ghiaccio su cui i camion facevano pattinaggio e tutti gli automobilisti “allegramente” in coda per due ora abbondanti): Nini è con Valerio a fare cascate, Stefy, Cri e Michele lavorano, Ales e Marmu corso di soccorso alpino, Vale, Meli, Fla e io a far gita di ski-alp meta Pitre de l’Aigle.





Ritrovo al Bivio e via verso Pragelato, la neve è meravigliosa per la nevicata della notte e per fortuna qualcuno ha già fatto traccia.




Tutto procede bene: Fla vola, io ansimo un po’ ma tutto sembra andare, Meli e Vale salgono senza sforzo





come se la salita non esistesse, superiamo qualche sci-alpinista (complimenti per i bastoncini naturali!!!!!!!) e continuiamo a salire, Fla in un attimo lontano dalla mia visuale, io scoppio ho il cuore a mille e non riesco a prendere il ritmo, Meli e Vale salgono con un gran passo sempre con una facilità disarmante, complimenti!!!!!!!!!!








Superata una crestina facciamo un bel traverso per poi salire l’ultima parte di pendio con neve più ventata, la vista è come sempre spettacolare su un mare di cime imbiancate, purtroppo in pochi minuti sale la nebbia e tutto scompare.



Ci prepariamo per la discesa e via ci buttiamo in mezzo a neve un po’ crostosa all’inizio ma poi farina fino in fondo con qualche ramo, pietra e un po’ di erbetta e soprattutto tanta nebbia che ha rallentato un po’ il nostro istinto da “freerider”.




Grazie a tutti e alla prossima discesa.

giovedì 20 novembre 2008

Rognosa di Sestriere Canale N-O.

Visto che il CONDOR delle Alpi ha scritto del suo Venerdì, non posso esimermi dallo scrivere anch'io un racconto !!!

Dispiaciuti di non aver partecipato al venerdì "lavorativo" ( io , Flavio e Melania , sigh !!!) assoldiamo Alex e alle 7.30 del sabato ci accingiamo verso l'Alta Val Chisone per poter mettere sotto i nostri piedi ( acc.. scusate , i nostri SCI ! ) altra neve vergine.

Arrivati al Sestriere calziamo gli sci nei pressi degli impianti. Dinanzi a noi le tracce dei gatti hanno già calpestato la prima neve per i fighetti del curving !
Partiti di buona lena usciamo dalle piste puntando verso il Chisonetto.


In lontananza vediamo altri scialpinisti intenti a salire ! Buon motivo per andare a vedere come stanno ! Aumentiamo un pò il nostro ritmo ( Melania non molla un metro ) e cominciamo a salutare i primi .
La salita al colle, grazie alla traccia ,procede di buona lena e nelle ultime "guce" passiamo anche l'ultimo ski alp in leggera difficoltà.


Accolti da un bel sole arriviamo al Colle e dopo circa 20 minuti giungiamo in cima . L'idea di scendere direttamente dal Canale N-O era ormai ben consolidata grazie ad una neve "vergine strafiga " !


Dopo poche decine di minuti di sosta calziamo gli sci pronti per la discesa. Dalla cima svoltiamo subito nel canale e tranne qualche pietra lambita nei primi metri poco dopo ci aspetta farina a go go !!
ALex ,il Condor delle Alpi ,allarga le sue ali e disegna curve da grande freerider!! Lo segue Flavio che , risolti i suoi problemi di attacco salta come uno stambecco su ogni piccolo dosso. Melania, partita un pò contratta , si disimpegna da vera freerider priva di paura per i 40° del canale. Zio Aldo ( lo scrivente ) grida dall'emozione ad ogni curva !!! SPETTACOLO.








MAGNIFICA .... la neve polverosa ci ha regalato una gran discesa lungo un percorso veramente bello e di un certo impegno..... a pochi KM da casa !!!
Alle prossime curve .





mercoledì 19 novembre 2008

14 novembre - Un venerdì diverso

Una strana coincidenza unita al desiderio incalzante di ricominciare con quella cosa meravigliosa che si chiama skialp, ha fatto si che un gruppetto di giovani appassionati scialpinisti Cumianesi trovasse una mezza giornata libera per dar sfogo alla propria voglia di... POWDERRRR!!!!!

Il cielo è stato generoso in questo inizio di stagione. Le vette delle nostre valli sono tutte imbiancate e per di più le condizioni sono ottime grazie al clima freddo. Non ci va di fare la solita gitarella da merenderos. Vogliamo qualcosa di più tosto!!! Una proposta. All'unisono: OK!!! Sarà l'ora del Françoise Pelouxe!!!!


Ed eccoci: Io, Vale, Alèlo, Stefy, Lima 51 e IL (con le ciaspole).
Arriviamo con la macchina al Pian dell'Alpe e questo semplifica ancora di più le cose per questo nostro "mordi e fuggi".
Si calzano subito gli sci e una volta attraversato il pianoro saliamo spediti verso il Colle delle Finestre. Quasi giunti al colle ci spostiamo sulla destra portandoci verso la base dell'imponente triangolone. Lì inizia l'interminabile serie di "guce" che terminano sul vertice: La vetta del Francesco Peloso!!!




La salita procede bene su 30 cm di neve fresca tutta da tracciare.
Il meteo non è eccezionale. Le previsioni danno schiarite ma per il momento siamo sormontati da nuvoloni. La cosa più fastidiosa è la luce che azzera il contrasto e ti da la sensazione di nuotare nel latte...



In vetta la solita bisa ci fa passare subito la voglia di star lì a blimblanare e così dopo un sorso di caffè e un pezzetto di ciculata giriamo le punte degli sci verso valle e ululando iniziamo a scrabocchiare tutto il pendio!!! Yaaaa-uuuuuuhhhhh!!!!


La stagione è ufficialmente cominciata!!! Buone gite a tutti.

Ales

martedì 21 ottobre 2008

Torre Germana

10/08/2008 Torre Germana

Stefi e io abbiamo appuntamento con Cristina, Michele e Mario per salire sulla Torre Germana, punta mitica citata da IL, che ogni anno sale sulla sua cima e ne torna sempre entusiasta.
Saliamo tutti sulla macchina di Cri, io sono veramente distrutto non ho dormito nella notte, è un periodo di grande stress lavorativo, così approfitto della spalla di Stefi e cerco di riposare un po’.
Parcheggiamo la macchina, prepariamo gli zaini e via alla ricerca del sentiero per raggiungere la partenza della nostra “linea”, attacchiamo una pietraia che più di farci salire, ad ogni passo, sembra farci scendere, però con un po’ di fatica arriviamo all’attacco; le cordate si creano da sole: Cri e Michele e Stefi, Mario e io…. domanda fatale, chi parte per primo? C’è un po’ d’indecisione, io, non so perché, mi appendo tutto il materiale e dico:” Vado io”.
Il primo tiro è per prendere confidenza con la tipologia di arrampicata: chiodatura chilometrica ed un po’ d’esposizione,


ma mi sento tranquillo; i tiri si susseguono senza problemi la roccia è calda, l’aderenza è ottimale, la temperatura è ideale e l’ambiente è fantastico!!!
Dopo il terzo tiro occorre calarsi, la sella è all’ombra ed io, che sono in maglietta a maniche corte, non ho molto caldo, così, una volta raggiunto dai miei soci, riparto per scaldarmi ai raggi del sole; siamo ormai a metà e propongo a Mario e Stefi di andare da primi, so che gli fa piacere come a tutti i grandi arrampicatori, però entrambi mi vedono molto “produttivo” così mi lasciano andare ancora avanti ma, nella mia testa ronza sempre una vocina, così ad ogni sosta ripeto l’invito, Stefi si sente più a suo agio da seconda, non perché non abbia la capacità di mettere su la corda, ma solo perché è nel periodo di scarico di prestazione, Mario è un po’ indeciso ma, finalmente, parte lui da primo per portarci in vetta.
La vista è meravigliosa su un panorama ipnotizzante, ovviamente d’obbligo la foto di vetta tutti insieme.


Ci concediamo un po’ di cibo giusto per avere le forze per affrontare la discesa e poi si riparte, è il momento che temo di più perché non vorrei che si dovessero affrontare tratti esposti senza essere legati: l’attrazione per il vuoto è sempre presente, qualcuno ha scritto che “non è paura di cadere ma voglia di volare!!!!”
Con molta cautela affronto il primo tratto un po’ esposto ma sono tranquillo e concentrato, arriviamo alla prima calata, la sensazione di scendere lungo una corda è davvero particolare: si sente subito che il corpo non è abituato a questo assetto di movimento ma è molto divertente; un’altra calata in corda doppia e poi via lungo un canale di sfasciumi, occorre solo fare attenzione a dove si mettono i piedi perché frana tutto e si rischia di colpire chi è più in basso e anche di cadere.
Raggiungiamo gli zaini, per fortuna nessuno ha pensato bene di “servirsi”, non sarebbe la prima volta, e poi giù di nuovo lungo la pietraia di salita, questa volta è più divertente perché , scendendo, sembra di sciare, così curva dopo curva arriviamo tutti impolverati alla macchina.
Il torrente, che scorre lì vicino, è molto invitante così diamo un po’ di sollievo ai piedi “surriscaldati” nell’acqua gelida che mozza il fiato, ma non solo i piedi hanno bisogno di essere “ristorati”, anche lo stomaco: è dalla mattina che non tocchiamo cibo ed ormai è ora di cena, Michele ha la brillante idea di andare a mangiare nel vicino rifugio: antipasti misti e polenta tutto innaffiato da vino rosso, siamo ristorati nel corpo e nello “spirito”!!!!! Ormai non dobbiamo fare altro che tornare a casa per il meritato riposo.
IL hai proprio ragione la Torre Germana è molto particolare, grazie Stefi, Cri, Michele e Mario… i prossimi tiri insieme!!!!!

lunedì 20 ottobre 2008

19 ottobre - Arrampicata ai Tre Denti

Ci eravamo quasi dimenticati di quanto fosse piacevole trascorrere insieme una bella giornata d'autunno sulla calda roccia dei nostri amati Tre Denti.

Per fortuna che dopo le consuete proposte, votazioni, ballottaggi, ripensamenti e sparamenti di ca...volate della sera precedente, la scelta cade, non si sa come, sul Sacro Monte.
Ci troviamo alle 9.30 al cai. Come al solito c'è sempre qualcuno (...che ha un taxi...) che tira pacco, ma rispetto all'aria che tirava la sera prima ci stupiamo di essere rimasti così tanti.
Ai Bastianoni ci congiungiamo con la Cri e Michele (per gli amici 'l civic), facciamo gli zaini e partiamo con passo spe........ diciamo che partiamo.
Attraversiamo il bellissimo bosco di faggi e in poco più di un'ora siamo alla chiesetta.

Nei pressi del Pieu

Tritone nella fontana del Pieu

La voglia di arrampicare è talmenta grande che facciamo subito pranzo!!!!
Una volta sfamati ci prepariamo e formiamo le cordate: Michele e Cristina, Lorenzo e Stefy, Fla e Meli, Marmu e Vale con il sottoscritto.


Propongo una via.

...ma sarà per la prossima volta.

Scendiamo dalla cima sul sentiero che porta alla base delle pareti e ci spatariamo sulle vie del Dente Orientale: Mt. Paramount, Cerro Torre, K2 e Broad Peak.

L'attacco di K2

Fla e Meli sul primo tiro di Cerro Torre

I tiri della nostra via sono 5+, 6a, 5, 3 e 6a. Io faccio i primi due e a Marmu toccano gli altri tre.

Vale e Marmu arrivano in sosta

Io sul fessurino del secondo tiro

Marmu sul tratto tecnico del terzo tiro

i bei

Di fianco a noi anche gli altri amici procedono sulle altre vie, e così ci troviamo di nuovo tutti insieme in cima per fare uno spuntino.

Meli sul passo chiave della via

Michele in sosta su Broad Peak

Fla sul tiro finale

sulla grande cengia

Stefy sull'ultimo tiro di Mt. Paramount

Rientriamo alla base ripercorrendo il sentiero rischiando caviglie, ginocchia, nasate sulle pietre viscide nascoste dalle foglie.
La giornata si conclude con una Marenda Sinoira "spaziale" al ristorante Freidour.
Un'altra bella giornata tra amici.

Ales

PS. Grassie Alep per il vino!!! Alla salute!!!

PPS. Anche se Marmu si è offeso perchè è astemio...

mercoledì 27 agosto 2008

Punta Giordani 4046m - Gruppo del Monterosa

Punta Giordani 4046m – Gruppo del Monterosa 27-28 luglio 2008

Anche quest’anno, noi accompagnatori di A.G., abbiamo voluto ripetere la bella esperienza del 2007, portare alcuni dei nostri ragazzi a pestare i ghiacci dei 4000.
Dopo un’affannosa ricerca di un rifugio libero sul Monterosa, la
scelta obbligata è caduta sul Guglielmina al col d’Olen (2880m), meta la punta Giordani.
In sette ci sediamo all’interno dell’ovovia che da Staffal porta al Gabiet nella valle di Gressoney, Enrico e Matteo (i giovani), Francesca (AAAG) veterana dei 4000 e Maurizio (AAAG) “veterano”, alla sua prima volta a queste quote, Paolo e Paolo (AAG), Piermassimo.
Giungiamo al rifugio nel momento in cui il tempo cambia repentinamente e le nuvole ci avvolgono oscurando tutto. Piove…,forte…,grandina…,nevica…Ci sediamo a tavola e la tristezza presto svanisce grazie all’ottimo menù e ad un buon Barbera barricato di 13,5°.

Sveglia alle 4,30.
Colazione a lume di candela, a ovest la luna illumina i ghiacciai.
Ci mettiamo in marcia, la camminata è regolare, rapidamente superiamo le corde fisse dello Stolemberg. Fa caldo!
Albeggia sulla punta Indren e sui resti della stazione sciistica.
Calziamo i ramponi e ci leghiamo.
Si risale il ghiacciaio d’Indren sovrastato a sx dalla Piramide Vincent e a dx dalla nostra meta, la punta Giordani.
La nevicata della notte ha coperto il ghiaccio con un strato di neve fresca che facilita la progressione.
Ma è un illusione !!
Più si sale e più si affonda, sotto i ramponi si forma un pesante zoccolo di neve che rallenta il passo.

Anche il tempo cambia, l’alta umidità dell’aria si trasforma velocemente in nuvolaglia. Continuiamo a salire cercando di non perdere di vista la cresta sommitale che scompare tra le nebbie.
Il passo è pesante e siamo lenti (sarà il Barbera?), non si distinguono più cielo e neve, come sospesi nel nulla. Nevischia…
Ci troviamo a 3940m, la nostra ascesa, dopo un breve consulto, termina qui.
Il tempo sembra peggiorare e la discesa su neve molle potrebbe essere difficoltosa.
Un’ultima foto! Giriamo le cordate, si torna a casa.
L’alta montagna è così, imprevedibile, e i nostri ragazzi ora l’hanno conosciuta.

Paolo



martedì 29 luglio 2008

27 luglio - Tour Termier (3070 m.)

Termi-nee - 280 m. - TD (6b+)

Ales e Marmu - Mely e Fla

Parto con Ales da Cumiana alla 5:30 (beh, si, con la solita tolleranza...) per raggiungere Mely e Fla a Briancon dove ci attende la classica tappa del mattino: baguette, pan au chocolat e la famosissima pizza francese ;-)
Ci compattiamo in una macchina e raggiungiamo il Col du Galibier. Le condizioni meteo e la difficolta' della via ci lasciano un po' incerti fino all'ultimo ma decidiamo di provarci.
La prima parte del sentiero di avvicinamento e' un sali e scendi poco impegnativo ma l'ultima parte su pietraia e' quella che ti devasta, tutta su massi instabili dove fai due passi avanti e uno indietro vedendo sempre la maestosa parete davanti agli occhi che si avvicina molto lentamente. Fortunatamente a questa quota la temperatura e' ottimale e si riesce a camminare bene.
Comincia Ales sul primo tiro e proseguiamo a tiri alterni, cosi' lascio a lui i tiri piu' duri :-))) ci seguono Mely e Fla. Il terzo tiro e la paura di prendere acqua ci lasciano un po' perplessi ma il piu' duro ormai e' fatto. All'ottavo tiro sono abbastanza "svarionato" ma il mio psicologo di cordata mi convince a partire sul "traversée sympa". Molto bello l'ultimo tiro un po' strapiombante e particolarmente esposto che ci porta in vetta. Nel frattempo Fla stacca un televisore di pietra da 21 pollici, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Giunti in cima rientriamo velocemente perche' le nuvole si sono avvicinate anche se non cosi' rapidamente come previsto e comincia a piovere. Per la discesa, dopo aver passato alcuni salti di roccia, ci facciamo una bella scivolata sul nevaio per raggiungere il colle da dove si ritorna alla base della parete per un ripidissimo sentiero. Tanto per cambiare siamo gli ultimi e la sera si avvicina, ci concediamo comunque una pausa per mangiare qualcosa.
Per un attimo mi perdo con lo sguardo nel vuoto a fissare l'orizzonte di questo magnifico contorno di montagne immerse in un silenzio surreale dove svanisce ogni altro pensiero: mi sento bene.
Una bella giornata intensa, siamo abbastanza stanchi e questa sera di sicuro non faticheremo ad addormentarci (anche prima del previsto, vero Ales?!)

Alla prossima ravanata.

Marmu